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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Jobs act: politici esterofili e giornalisti ignoranti
MessaggioInviato: 10 ottobre 2014, 17:35 
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Capotreno
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Iscritto il: 19 dicembre 2006, 12:33
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L'argomento che introduco è costituito da due punti.

1) Politici esterofili. Siamo d'accordo che molti vocaboli e locuzioni di lingue straniere siano ormai entrati nell'uso comune, tanto da far parte ormai di fatto della lingua italiana. Si vedano "goal", "leader", "scoop".
Chi si sognerebbe più di utilizzare al loro posto le parole "meta", "capo (o guida)", "notizia esclusiva e sensazionale" (che oltretutto richiederebbe tre parole al posto di una)?
Ma bisogna che, appunto, siano entrate nell'uso comune. E' forse il caso di talune locuzioni coniate ed usate fino alla noia dal sig. Dr. Matteo Renzi, Presidente del Consiglio dei Ministri italiano? Che tra l'altro non è nè analfabeta nè ignorante, essendo laureato in Giurisprudenza.

Mi riferisco in particolare alla (per me) infelice locuzione "Jobs act".
Vediamo. "Job" in inglese significa "lavoro, impiego, occupazione"; "act" significa "statuto, legge". Dunque, "Jobs act" = "Statuto del lavoro" o "Legge sull'impiego".
Ora, posso immaginare che "Statuto del lavoro" non vada bene, potendo facilmente ingenerare confusione con lo "Statuto dei lavoratori", ovverosia le "Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento", emanato con la Legge 20.05.1970 n° 300.
Ma "Legge sull'impiego", o magari "Nuova legge sull'impiego" sarebbe stata una corretta definizione.
Mi rendo conto che la denominazione "Jobs act", a forza di sentirla ripetere nei notiziari radio-televisivi, sarà ormai ben presente nella testa di tutti gli italiani; ma non sarebbe stata migliore un'altra (come quella da me suggerita) che richiamasse subito nel suo titolo la sostanza del provvedimento?
Ma soprattutto c'è un'altro punto da considerare. Per me è inammissibile (e, direi, del tutto irrispettoso della dignità degli italiani) che un Presidente del Consiglio dei Ministri italiano utilizzi, e avalli l'uso da parte del Governo Italiano, di una denominazione straniera per una Legge della Repubblica Italiana.
E per di più che lo faccia proprio lui; di cui è ben testimoniata da molti video che ormai spopolano su Youtube, la sua scarsa (per non dire "inesistente") padronanza della Lingua Inglese.
Ne volete un esempio? Eccovelo. (Vi faccio notare che questo è originale; non "doppiato" o manipolato come altri che si trovano su Youtube, forse proprio per mettere esageratamente in risalto le sue grossolane lacune):

http://www.youtube.com/watch?v=npqIiK1T8jM

2) Giornalisti ignoranti. Ci si potrebbe (anzi, dovrebbe) aspettare che chi fa il giornalista debba essere, nel momento in cui diffonde la notizia, sia che la comunichi a voce, sia che la scriva, ben certo della correttezza di quanto dice; non solo dal punto di vista della realtà dei fatti, ma anche e soprattutto della correttezza storica, tecnica, scientifica e, non per ultima, linguistica dei riferimenti che può trovarsi a citare nel contesto.
Eppure, avete fatto caso, seguendo un telegiornale, in quanti svarioni incorrono molti giornalisti?
In un caso, mi è capitato di veder ripresa la testata di un quotidiano, in cui faceva bella mostra di sé il titolo "Job act" (senza la "s"); ma ho il sospetto di aver anche visto un "Job acts" (con la "s", ma nel posto sbagliato)...
Ma anche dal punto di vista della fonetica, ahimé!
La pronuncia della parola inglese "job", secondo l'alfabeto fonetico, si scrive in un modo che, purtroppo, utilizza caratteri speciali che il "motore" del Forum non è in grado di rappresentare. Però, posso spiegare che tale fonema coincide quasi esattamente con "giob"; cioè, pronunciato così come si legge in italiano.
La parola inglese "act", a sua volta, si pronunzia "ækt". Dove il dittongo "æ"ha un suono, diciamo così, intermedio tra una "a" ed una "e", senza però corrispondere né all'una, né all'altra. (Ricordo per inciso che il dittongo è un gruppo di due vocali consecutive all’interno di una stessa sillaba, interpretato come una vocale unica).
Eppure, sono ormai più volte che sento una giornalista della RAI pronunciare bellamente "giob ect". Con una "e" bella aperta e squillante!!! :) :lol:
Ahimè! Che ignoranza! Che pressapochismo! E dire che costei sarà magari affermata, e certamente pagata, per quanto fà e dice...
Pazienza. Sarà meglio che io lasci perdere, e mi metta il cuore in pace... :oops: :cry:

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