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 Oggetto del messaggio: Trafori del Frejus e della TAV: "Angeli e demoni"
MessaggioInviato: 25 settembre 2013, 17:25 
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Perchè un titolo così insolito per questa discussione? Vediamo.

La ferrovia arrivò in Italia in ritardo rispetto ai paesi dell’Europa centrale, come Gran Bretagna, Belgio e Francia, ma pose subito problemi nuovi ai progettisti, a causa della tormentata orografia del territorio. Fu così necessario trovare il modo di superare le montagne, che punteggiavano numerose parti della penisola e che soprattutto separavano l’Italia dagli altri Stati.
Le gallerie alpine furono le maggiori opere tecniche del XIX secolo, vero banco di prova delle capacità ingegneristiche dell'epoca.
Tra i trafori ferroviari ricordiamo quelli del Moncenisio (1871), del San Gottardo (1882), del Sempione (1906), del Colle di Tenda, il tunnel di base del Lötschberg.
Il primo dei lunghi tunnel fu quello del Moncenisio (poi chiamato Fréjus), il cui scavo procedette lentamente, finché si iniziò a utilizzare le macchine perforatrici, inventate dagli ingegneri Germano Sommeiller, Sebastiano Grandis e Severino Grattoni.
La galleria del Frèjus rappresentò addirittura, insieme al taglio dell’Istmo di Suez, il principale simbolo del progresso e del dominio dell’uomo sulla natura nell’epoca del positivismo.
Buon ultimo, il traforo che sarà parte integrante della ferrovia Torino–Lione (o Nuova Linea Torino–Lione, abbreviato spesso con NLTL). La sua localizzazione, come noto, è in Val di Susa, tra le località di Susa e St Jean de Maurienne.

Io sono nato (ed ho vissuto per molti anni) a Torino; e da poco più che bambino ho imparato a conoscere il Monumento ai caduti del Frejus. Fu costruito per celebrare l'inaugurazione della galleria del Frejus, e fu inaugurato il 26 ottobre 1879. La città volle dedicare a tutti coloro che hanno lavorato all'opera un monumento commemorativo al centro di piazza Statuto, inaugurato nel 1890 ed alla cui sommità sono esposti i cognomi dei tre ingegneri.

Immagine

Ma si farà davvero il traforo della Val di Susa? Perchè tutti questi reiterati incidenti, volti ad ostacolare, anzi a fermare, la realizzazione del traforo?
Cosa sta succedendo realmente in Val di Susa? Difficile capirlo. I mass media e i politici hanno deciso di oscurare la vicenda, dando risalto solo agli incidenti ed astenendosi dall'asprimere opinioni in merito. Almeno fino ad ora.
Il vicepresidente del Consiglio, Angelino Alfano, durante un sopralluogo al cantiere di Chiomonte da cui partiranno gli scavi del maxi tunnel, ha affermato:
“Nessuno fermerà la TAV. Sono qui perché lo Stato protegge quest'opera e ne assicura la realizzazione. E' compito dello Stato ” - ha sottolineato il capo del Viminale - “non solo difendere i cittadini ma le opere che ritiene strategiche come questa, con tutta la forza dello Stato. Non sarà consentito a nessuno interrompere con delinquenza e violenza l'opera. Nessuno può fermare lo Stato sovrano. La TAV è già iniziata e si fa”.

Nel frattempo migliaia di persone continuano a manifestare e lottare, non sempre pacificamente. L'Europa si chiede se tagliare i fondi per l'opera e in molti si chiedono perché farla e a chi convenga...

Insomma: un tempo i tunnel ferroviari erano ritenuti opere essenziali, frutto del progresso e dell'ingegno umano; ma oggi?
Siamo forse passati dal considerarli opere degne di creature "miracolose", come gli Angeli, a giudicarli opere infernali, tipiche dei Demoni?

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 Oggetto del messaggio: Re: Trafori del Frejus e della TAV: "Angeli e demoni"
MessaggioInviato: 25 settembre 2013, 21:00 
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Molto bella l'apertura del post con un ampio excursus storico ed ingegneristico. Quasi quasi la copierei nella sezione tecnica ferroviaria... 8-) oppure chiedere all'autore se volesse scrivere due righe da pubblicare nella già citata sezione! 8-) !

Venendo ai tempi presenti: le grandi opere. Un tempo ero quasi propenso a queste opere, ora ne sono molto distaccato. Leggendo "Gomorra" di Roberto Saviano, si capisce che la criminalità organizzata è inserita (come una sangiusuga nella pelle del suo ospite) nelle grandi opere sfruttandole per trarne guadagno a scapito della collettività. Per non parlare del resto del nostro sistema. Da noi le "grandi opere" costano di più rispetto a quelle simili svolte all'estero. Sarà un caso? :o
Ritorna in mente il ponte sullo stretto di Messina. Nulla contro i siciliani. Tuttavia andare a costruire un ponte così impegnativo in un'area potenzialmente interessata da fenomeni sismici potrebbe essere pericoloso. In ogni caso per questo dannato ponte sono stati spesi parecchi milioni di euro (700 mila?) senza arrivare a qualcosa di concreto.
Tornando alla TAV, se finalmente si decidesse di realizzare codesta infrastruttura, bisognerebbe che il legislatore imponga il carico delle merci su rotaia, come ad esempio i treni RO. LA. Altrimenti sarebbe una spesa inutile. Bisognerebbe rispettare anche le caratteristiche del territorio operando nel modo meno invasivo possibile, senza andare a distruggere falde.
La storia insegna che per i commerci le vie di comunicazioni sono molto importanti: un corridoio o più che colleghino l'Europa da parte a parte potrebbero essere un'opportunità ma per come è gestita adesso la nostra Nazione, in questo periodo storico ed economico, forse sarebbe meglio non spendere quei soldi. Bisogna cambiare mentalità e modi di gestire la cosa pubblica, prima. :geek:

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Le indagini in corso mostrano che le imprese edili legate al clan dei Casalesi si sono infiltrate nei lavori dell'alta velocità al nord come al sud.[...]
R. S. Gomorra - Piccola Bibblioteca Oscar Mondadori, pagg. 240 - 241
L'ALTA VELOCITA' FA' MALE AL PAESE.
ETR 500? No, grazie. Viaggio con Italo


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 Oggetto del messaggio: Re: Trafori del Frejus e della TAV: "Angeli e demoni"
MessaggioInviato: 26 settembre 2013, 9:43 
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Iscritto il: 19 dicembre 2006, 12:33
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Minuetto80 ha scritto:
Molto bella l'apertura del post con un ampio excursus storico ed ingegneristico. Quasi quasi la copierei nella sezione tecnica ferroviaria... 8-)

E perchè no?
Per il resto, concordo con le tue osservazioni. ;)

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